L'avvocato Corrado Brancati

Sono titolare dello studio dal 2008 ed esercito questo lavoro con la passione di chi sa che per tanti ottenere giustizia è una cosa certo non scontata

Anche i privati e le famiglie possono liberarsi dai debiti

Forse non tutti sanno che la legge 3/2012 ha introdotto alcune norme in favore dei privati, delle famiglie e delle piccole imprese che consentono alle stesse la liberazione integrale dai propri debiti. Semplificando, è stato introdotto nell’ordinamento giuridico italiano anche per famiglie, privati e piccole imprese un istituto simile al concordato preventivo già presente da tempo per le imprese più grandi.

Il debitore pertanto avrà la possibilità di liberarsi dai propri debiti, evitando di restare schiacciato a vita dai debiti stessi. Il debitore pagherà quanto gli è possibile in base alla propria situazione familiare, di reddito e di patrimonio, vedendosi cancellati tutti i debiti residui.

Cosa si intende per sovraindebitamento

Si ha sovraindebitamento quando i debiti accumulati siano superiori alle possibilità di pagamento del debitore, ovvero quando vi sia uno squilibrio tra i debiti e le disponibilità economiche tale da non consentire più un regolare adempimento delle obbligazioni contratte.

Chi può accedere alla procedura di sovraindebitamento

Possono richiedere l’attivazione della procedura:

  • Consumatori, ovvero persone fisiche senza partiva IVA (dipendenti pensionati e inoccupati, ecc)
  • Piccole imprese non fallibili, ovvero con un fatturato inferiore a 200.000 euro annui, patrimonio inferiore a 300.000 euro e debiti inferiori a 500.000 euro
  • Aziende agricole di tutte le dimensioni
  • Professionisti iscritti ad albi e ruoli
  • Start up innovative
  • Enti no profit (onlus, associazioni, ecc)

È particolarmente importante notare che in caso di famiglie, la legge preveda la possibilità di una procedura “familiare”, ovverosia si considerano unitamente tutti i debitori della famiglia, tutti i redditi e tutto il patrimonio familiare avendo la possibilità di presentare un unico piano

Le tre procedure di sovraindebitamento

  • Piano del Consumatore”: può essere utilizzato solo dalle persone fisiche e non gli altri soggetti (aziende, ecc). Viene proposto ai creditori un piano di pagamenti sostenibile rispetto ai redditi del debitore. Il piano viene approvato dal Giudice, e sostituisce ogni altra pattuizione. 
  • Accordo di composizione della crisi: è sempre un piano di pagamenti, ma riservato alle imprese e professionisti. Semplificando, si propone ai creditori un piano sostenibile che diventerà effettivo se votato dagli stessi creditori per almeno il 60%. In questo caso è permessa la continuità dell’impresa, e possibile la salvaguardia dei beni.
  • liquidazione del patrimonio: nelle situazioni più difficili è possibile chiedere al Tribunale che i debiti vengano pagati con la Liquidazione del proprio patrimonio. Qual è il vantaggio? Anche se la vendita dei beni non copre tutti i debiti, il residuo debito non pagato viene cancellato.

Nel caso particolare di un debitore senza patrimonio e senza redditi stabili, è possibile accedere, in questo caso una volta sola nella vita, comunque alla cancellazione di tutti i debiti senza versare nulla. In questo specifico caso sarà però necessario dimostrare di essere stati “meritevoli” ovvero che non si è creata volontariamente questa situazione e che si è sempre cercato di saldare i debiti senza “scappatoie”

Quando si può accedere al sovraindebitamento?

Si può accedere alla procedura in ogni fase della crisi debitoria. Quindi si può richiedere il piano sia appena ci si accorga di aver contratto debiti che non è possibile pagare, sia in una fase avanzata e quindi magari durante un pignoramento o una esecuzione. L’approvazione della procedura determina, in questo ultimo caso, la sospensione di ogni esecuzione pendente.

La procedura di sovraindebitamento sospende anche il prelievo del quinto dello stipendio, sia che questo derivi da una cessione volontaria, sia che derivi da una assegnazione conseguente ad un pignoramento. Con al procedura di sovraindebitamento, pertanto, la trattenuta sullo stipendio viene bloccata.

Come funziona la procedura di sovraindebitamento?

La procedura di sovraindebitamento è abbastanza complessa e pertanto risulta necessario di avvalersi di consulenti. I passaggi fondamentali della procedura sono:

  1. Verifica con qualcuno di competente in materia, se puoi accedere alla legge e se quanto previsto dalla normativa è vantaggioso per te. Quindi prima di investire risorse e tempo per avviare una procedura, è importante verificare che possa andare a buon fine!
  2. Se la normativa sul sovraindebitamento è la soluzione ai tuoi problemi, sarà necessario:
    • raccogliere la documentazione necessaria (molta, è uno degli aspetti più critici) in merito alla tua situazione economica e patrimoniale
    • predisporre elenchi accurati dei tuoi debiti, del tuo patrimonio, e dei cosiddetti “atti dispositivi” degli ultimi cinque anni.
    • stendere una prima bozza del piano da proporre ai creditori, o del piano di liquidazione
  3. Preparato quanto sopra, il tuo consulente dovrà richiedere la nomina di un OCC (organismo di composizione della crisi, ossia un professionista nominato dal Tribunale) che dovrà verificare sia gli aspetti formali che la sostenibilità della proposta. L’OCC, attraverso una relazione scritta, indica al Giudice se ci sono tutti gli aspetti formali e sostanziali per poter procedere con la procedura. La figura dell’OCC ha un duplice ruolo: infatti da una parte è di ausilio al Giudice per evitare che lo stesso debba verificare la documentazione spicciola, e dall’altro ha un preciso ruolo di tutela anche dei creditori, in modo che debitori che non hanno diritto non possano accedere a questa normativa così vantaggiosa per loro e penalizzante per il creditore.
  4. Ottenuta la relazione da parte dell’OCC (passaggio che di norma richiede da qualche settimana a qualche mese, a seconda della complessità del caso) si può procedere al deposito della procedura presso di Tribunale di residenza.
  5. A questo punto serve l’approvazione del Giudice, ovvero la cosiddetta “Omologa”. Si tratta di un documento che indica come la procedura sia stata approvata e specifica alcune prescrizioni che il giudice può dare ai creditori ed al debitore (ad esempio, bloccare un pignoramento o un’asta, oppure le modalità per i pagamenti, ecc ecc)
  6. Attuazione del piano. L’ultima fase è quella di dare attuazione a quanto scritto nel piano omologato: infatti la cancellazione di debiti potrà avvenire solo se il debitore dà attuazione a quanto è stato previsto dalla procedura (ad esempio versare una parte dello stipendio, oppure liquidare del patrimonio).
  7. Esdebitazione e riabilitazione. A piano completamente attuato (tre anni per la procedura di liquidazione, mentre il tempo è variabile per le altre procedure) la procedura termina con l’esdebitazione ovvero la cancellazione dei debiti non pagati, che è il vero obiettivo di ogni debitore che avvia una procedura di sovraindebitamento

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